SEO Audit | Come si fa

SEO Audit


Fonte: Seo Audit

Il SEO audit è una verifica sistematica, documentata e indipendente di tutte le aree di un sito web che influenzano il ranking sui motori di ricerca. Se eseguita correttamente, l’analisi SEO permette di identificare problemi e opportunità e offrire soluzioni per migliorare le prestazioni. L’elemento di uscita del processo di SEO auditing è un documento riepilogativo di tutte le informazioni rilevanti riscontrate: il SEO audit report.

Perché fare un SEO audit?

  1. Analizzare la situazione corrente del sito: un SEO audit ti offre una rapida panoramica sullo stato di salute generale del sito web. 
  2. Valutare i miglioramenti per ottenere maggiore traffico e visibilità: se il tuo sito non è correttamente ottimizzato hai minore traffico in entrata e minore opportunità di essere raggiunto da potenziali clienti. 
  3. I cambiamenti dell’algoritmo: Google e gli altri motori di ricerca aggiornano frequentemente i propri algoritmi al fine di restituire all’utente risultati il più vicino possibile al suo intento di ricerca.
  4. Fattori di ranking: sono più di 200 i fattori o segnali utilizzati dagli algoritmi dei motori di ricerca per decidere il ranking di una pagina o un intero sito web. 
  5. Vantaggio competitivo: il SEO audit valuta anche quello che stanno facendo i tuoi competitors. E’ molto importante sapere cosa fanno e capire quali sono le strategie e le soluzioni da loro adottate, in modo da affinare le tue tattiche e strategie SEO per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca dei tuoi contenuti.

Tipi di SEO audit

  1. Local SEO audit: è la verifica delle prestazioni di un sito web relativamente al posizionamento in una SERP per risultati localizzati
  2. Competitive site audit: è la verifica finalizzata ad individuare opportunità di crescita che parte dall’analisi delle carenze presenti nel proprio sito rispetto a quelli dei competitors.
  3. Negative SEO audit: è la verifica e analisi del decremento registrato in alcune metriche dopo che il sito è stato attaccato con metodi di negative SEO (strategie di black-hat SEO volte a danneggiare il posizionamento di un sito sui motori di ricerca).
  4. Red flag SEO audit: è una analisi finalizzata a rilevare quei problemi che danno luogo a penalizzazioni Google Penguin.
  5. SEO security audit: è una verifica della vulnerabilità del sito web.

Come fare SEO audit

Il punto di partenza di un audit SEO è la pianificazione dove sono definiti:

  • scopo, obiettivi ed estensione dell’audit;
  • scelta dei SEO tool;
  • preparazione della SEO audit checklist
Segue poi la fase operativa nella quale, in base alla checklist, vengono indagate una o più macro aree del sito web (performance, crawling & indexing, user experience, content, ecc.). Per ognuna vengono esaminati in successione diversi elementi appartenenti alle seguenti 4 aree principali in cui si suddivide il processo di SEO audit:
  1. Tecnica
  2. Fattori di ranking On-Page
  3. Fattori di ranking Off-Page
  4. Analisi dei competitors
Per quanto riguarda la programmazione è buona pratica, a seconda della grandezza del sito, eseguire un veloce audit SEO con cadenza mensile e uno completo almeno 2 volte l’anno.

SEO Tech Audit

È la verifica del codice HTML e in altri elementi tecnici di un sito web, per trovare i problemi che influiscono negativamente sulle sue prestazioni e sulla User Experience (UX).

Accessibilità del crawl (crawlability)

Se problemi tecnici SEO impediscono ai bot (o crawler o spider) dei motori di ricerca di accedere e scansionare le pagine (crawling) del tuo sito web, queste non vengono indicizzate. Le cause sono riconducibili principalmente ad errori nelle direttive date ai bot tramite il file robots.txt o alla presenza del meta tag No Index.

Indicizzazione pagina/sito

Appurato che i crawler possano accedere alle pagine, il passo successivo è quello di verificare che esse vengano effettivamente indicizzate. Un modo semplice è quello di avviare una ricerca manuale su Google utilizzando il comando “site:rootdominio” Se dalla ricerca dovesse risultare un numero significativamente inferiore (o superiore) di pagine indicizzate rispetto al dato conosciuto, allora occorre un approfondimento.

Specifica del dominio principale su Google

Del tuo sito possono esistere altre 2 differenti versioni:

  • protocollo http:// o https:// –> http://iltuosito.com / https://iltuosito.com
  • www o senza www –> https://www.iltuosito.com / https://iltuosito.com

Assicurati che solo una versione (quella da te scelta) sia navigabile dal browser e che le altre vengano correttamente re-indirizzate a questa con un redirect 301. Il crawler di  Google (Googlebot) infatti, se non specificato, non distingue tra le diverse versioni che considera dei siti differenti. La specificazione del dominio principale del sito deve essere fatta sia nelle impostazioni del sito web sia su Google Search Console

Aggiornamento ed ottimizzazione sitemap XML

La XML Sitemap è un file che contiene l’elenco degli URL delle pagine del tuo sito web. Il suo invio ai motori di ricerca aiuta i bot ad eseguire più facilmente il crawling. Fondamentale è dunque mantenerne aggiornato e privo di errori il contenuto.

Per verificare una sitemap puoi utilizzare la funzione “analisi scansione” di Screaming Frog, visualizzarne il report e correggerne gli errori in base alle azioni suggerite dal tool. Se riscrivi la sitemap o ne crei una nuova con Screaming Frog o altri tools, questa va poi inviata a Google tramite Search Console.

Utilizzo del protocollo HTTPS

L’utilizzo di un protocollo HTTPS è il segnale che sul sito è stato installato un certificato di sicurezza (SSL). La presenza di un sito sprovvisto del certificato viene ad esempio segnalata da Chrome con la etichetta “non sicuro”.

Google privilegia i siti https vs http e ne consiglia l’adozione, arrivando addirittura a dichiarare nel 2014 che l’httips è un fattore di ranking (leggi qui). Per verificare la presenza e corretta installazione del certificato SSL puoi utilizzare in modo semplice tool quali SSLLabs o SLLShoper.

Impostazione 301 redirect

Dopo avere eseguito la migrazione di un sito, quando si sposta o si elimina una pagina, o per qualsiasi altra ragione si cambia la URL di una pagina, va eseguito un redirect 301. Diversamente infatti l’utente si troverebbe difronte ad una pagina di errore 404 o 504.

Per evitare la perdita di backlinks, la presenza di “pagine rotte” ed una cattiva UX sul proprio sito è bene verificare:

  • l’invio a Google di una nuova sitemap
  • l’impostazione del codice 301 redirect della vecchia URL alla nuova
  • che non vi siano numerosi redirect verso la stessa pagina (redirect loop)
  • la versione preferita del nuovo dominio (www vs. senza www)
  • che il cambio di URL sia stato specificato in GSC
  • la presenza di “link rotti”

Broken links

La presenza nei contenuti di link che puntano verso pagine non più disponibili (link rotti o broken links) influisce negativamente su ranking e user experience, e riduce il crawl budget. È importante dunque procedere spesso con la loro verifica e correzione.

URL SEO friendly

Per creare delle URL SEO friendly assicurati:

  • che siano corte e facilmente memorizzabili
  • contengano la parola chiave
  • di avere utilizzato i trattini (-) al posto degli underscores (_);

Dati strutturati

L’aggiunta di dati strutturati aiuta i motori di ricerca a capire meglio qual è il contesto ed il contenuto delle pagine del tuo sito. Questo permette loro di fornire risultati di ricerca più accurati e consente agli utenti di avere una migliore UX.  Lo schema markup facilita il ranking di differenti contenuti del tuo sito web (articoli, contenuti localizzati, eventi, prodotti).

Lo schema markup del sito può essere verificato tramite il Structured Data Testing Tool. Questo strumento ti permette di rilevare errori e verificare che i metadati del tuo sito siano in linea con le guide linea di Google. L’assistente per il markup dei dati strutturati di Google è invece un valido aiuto per eseguire il markup degli elementi della tua pagina web.

Contenuti duplicati

La presenza di duplicazioni di contenuti, title tags e headers si riflette negativamente sul ranking e quindi vanno rilevati e rimossi.
Può capitare infatti che le nostre pagine web trattino temi simili e questo può portare ad avere duplicazioni di parte del contenuto. Questi possono essere rilevati e gestiti tramite tool come Copyscape o tramite il comando site:. Nello specifico occorre aggiungere al proprio dominio il percorso “&start=990”

SEO Audit On page

La SEO on page è il processo per l’ottimizzazione di una pagina web per influenzarne il posizionamento nei risultati di ricerca.

Tag Title

Il tag title è la prima cosa che vedono gli utenti e i crawler una volta entrati nella pagina, aiuta entrambi a capire qual è l’argomento trattato nella pagina. L’ottimizzazione del tag title rientra tra le SEO best practices e durante l’audit va verificato:

  • la sua lunghezza sia compresa tra i 60-70 caratteri: per lunghezze del title superiori il motore di ricerca potrebbe infatti tagliare importanti parole dal testo e fare apparire al loro posto delle ellipsi (“…”). Per trovare pagine il cui titolo è inferiore o superiore a 65 caratteri è possibile utilizzare Screaming Frog (dopo avere eseguito il crawling, clicca sul tag “Page titles” e selezione il filtro “Over 65 characters”)
  • includa la focus keyword: fornisce un sicuro apporto al ranking 
  • sia capace di attirare click: il tag title è usato nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca nei browser e nei social network. Un titolo capace di attirare l’attenzione dei visitatori è più probabile che venga cliccato. Un aumento del click-trough-rate (CTR) significa avere un migliore ranking e un maggiore traffico organico.

Headings (H1, H2, H3,…) tag di intestazione

Il tag H1 è il principale heading tag. Esso dovrebbe essere presente in ogni pagina, così come nei sottotitoli (H2, H3,…), e includere la focus keyword o suoi sinonimi.
Per verificare la presenza di pagine prive di H1 possiamo ancora una volta fare ricorso a Screaming Frog: dopo avere eseguito il crawling, clicca sul tag “H1” e selezione il filtro “Missing”. Allo stesso modo è possibile ricercare la presenza di duplicati o H1 con più di 70 caratteri per ottimizzarne la lunghezza.

Tag meta description

La Meta Description può avere un impatto sul ranking. Una Meta Description della giusta lunghezza (max. 160 caratteri), che contenga la focus keyword e sia capace di cogliere l’intento di ricerca dell’utente, può aumentare il CTR che è un fattore di ranking diretto.

Per verificare la sua presenza nelle pagine del tuo sito basta cliccare sul tag “Meta description” di Screaming Frog, quindi selezionare il filtro “missing”. Allo stesso modo è possibile ricercare la presenza di duplicati o meta description con meno di 70 e quelle con più di 155 caratteri.

Contenuti & posizionamento keyword

I contenuti sono il più importante fattore di SEO on page. La loro analisi richiede tempo ma possiamo verificare l’efficacia della content strategy.

Gli elementi da indagare corrispondono ai seguenti quesiti:

  • Sono presenti pagine con contenuti poveri? Pagine con un numero molto basso di parole forniscono poco valore agli utenti e sono deprecati da Google Panda. Per verificare il numero di parole puoi utilizzare tool come BrightLab SEO Word Counter.
  • Le pagine sono ottimizzate per la giusta keyword? Qualifica e valida le keyword in base ai risultati dell’analisi dei competitors e all’intento di ricerca degli utenti. Per la validazione del processo puoi utilizzare il tool Keyword research di Ahrefs
  • La target keyword ha un volume significativo? Sempre con il Keyword Research Tool di Ahrefs verifica il volume di ricerca delle keyword tenendo eventualmente conto del settore di mercato
  • La keyword è stata già utilizzata in precedenza? Alcune volte capita che più pagine abbiano la medesima target keyword e questo genera confusione sia nell’utente che nei motori di ricerca. Per evitare questa situazione crea un indice di keyword col quale mappare le stesse sul tuo sito web
  • La keyword density è compresa tra 1-3 %? Verifica che la target keyword non venga troppo ripetuta nel testo per non essere penalizzati da Google. In genere si considera 1-3% la soglia da non superare per evitare il keyword stuffing
  • Le pagine hanno più di 6 mesi? Contenuti unici, di qualità e aggiornati (fresh content), sono questi quelli che influenzano il ranking. Verifica con frequenza almeno annuale i tuoi contenuti e mantienili accurati e aggiornati
  • La pagina contiene errori ed è stata scritta con tecniche di SEO copywriting? Verifica che tue pagine siano comprensibili e prive di errori, includano la target keyword e sue variazioni, sinonimi e LSI keyword. Oltre che dal punto di vista formale verifica che i contenuti utilizzino tecniche di SEO copywriting e creino engagement

Velocità sito

Avere una buona velocità di caricamento della pagina o del sito è oggi uno dei più importanti fattori connessi alla UX e al ranking.
Per rilevare la velocità vi sono diversi tool tra i quali Google Page Speed Insights, Pingdom e GTMetrix. Alcuni tool oltre a fornire varie utili metriche suggeriscono anche soluzioni ai problemi rilevati.

Architettura sito

L’architettura di un sito web deve essere tale da permettere a Google di scansionare facilmente le pagine e il loro contenuto. Verifica che le pagine importanti non si trovino in livelli profondi del sito, cioè che dalla homepage occorrano più di 3 click per trovarle, in modo che crawler e utenti possano facilmente raggiungerle. Situazione questa comune nei siti e-commerce o in quelli di grandi dimensioni.

Verifica attentamente che l’architettura del sito permetta alle pagine di linkare correttamente alle altre e che quelle più importanti abbiano la precedenza.

Dwell time e Bounce rate

Il Dwell time misura il tempo che un utente rimane su una pagina prima di lasciarla, il Bounce rate misura la frequenza di rimbalzo, cioè quante volte l’utente abbandona la pagina entro 30 secondi. In entrambi i casi un basso Dwell time ed un alto Bounce rate viene interpretato da Google come un segnale di bassa qualità della pagina.

Per migliorare la prima è buona pratica scrivere contenuti di qualità che siano di almeno 1000 parole o più, coinvolgenti e che utilizzino media in diversi formati (immagini, video, infografiche, ecc.). Per ridurre il Bounce rate aggiungi dei link interni nella parte iniziale dei contenuti, in modo da invogliare l’utente a navigare su altre pagine del tuo sito.

Link interni

L’utilizzo di link interni aumenta la rilevanza e favorisce il ranking delle pagine, aumenta la Domain Authority (DA) del sito web e si rivela utile sia per i bot che per la UX degli utenti. Google Penguin penalizza un eccessivo utilizzo di link con un anchor text esatto, ma solo se provenienti da siti esterni (backlinks), quindi l’inserimento di link interni non crea alcun problema.

Assicurati che la link building interna venga eseguita correttamente e:

  • utilizzi delle anchor text descrittive
  • verifica che le pagine che vuoi posizionare abbiano un appropriato numero di link interni e siano linkate dalla tua homepage
  • assicurati di avere aggiunto dei link interni da pagine rilevanti del tuo sito ai nuovi contenuti.

SEO Audit: fattori Off-page

Sono fattori esterni alla pagina che non possono essere influenzati direttamente dai webmaster e sono dei fattori da verificare in fase di SEO audit.
I principali fattori off page sono rappresentati dalla link building e dalla link popularity. La creazione e gestione dei link è un’attività centrale all’interno della SEO off page e ha un ruolo significativo nel posizionamento organico dei contenuti.
Obiettivo del SEO audit è quello di indagare e trovare dei punti di debolezza e opportunità di miglioramento principalmente in relazione di alcuni fattori.

Analisi dei link: Backlink Profile

Google favorisce l’indicizzazione dei contenuti se questi ricevono link di qualità da siti esterni autorevoli (backlink) e con una alta Domain Authorithy.

Risulta importante procedere con una analisi della link profile, cioè dei backlink del sito al fine di identificare link di bassa qualità da rimuovere e opportunità per acquisire nuovi link di qualità. L’analisi richiede tempo ma può essere in parte automatizzata grazie a dei tool tra i principali Ahrefs, Majestic SEO e Link Profiler. Ai fini della valutazione, le domande che la checklist deve prevedere sono le seguenti:

  • Il tuo sito riceve backlink di qualità? E’ importante avere link provenienti da siti diversi. Un’alta quantità di backlink da un singolo dominio è spesso da collegare a link site-wide (link replicati in sidebar e footer) o alla negative SEO. I link site-wide esterni se non utilizzati correttamente possono portare a delle penalizzazioni.
  • Sono presenti sul sito dei backlink con catene di redirect? E’ legata alla strategia grey-hat SEO di acquistare un sito con un significativo portfolio di link rilevanti che vengono reindirizzati con un 301 redirect al tuo sito. Verifica la presenza di un eccessivo numero di questi backlink con Ahrefs dal report “backlinkprofile”.
  • Il sito ha perso dei backlink? Verifica se il dominio ha perso dei backlink dal report “backlink profile” di Ahrefs o con il filtro “lost&found” dal report backlink di SemRush.
  • Sono presenti sul tuo sito dei backlink “rotti”? Verifica la presenza di link rotti, cioè di backlink che puntano ad una pagina 404 del tuo sito. Utilizza il “broken link checker” che si trova all’interno del report Site explorer di Ahrefs.
  • Sono presenti sul tuo sito dei backlink discutibili? Esamina l’origine dei backlink per verificare se provengano realmente da siti autorevoli. Non c’è la necessità che tutti provengano da siti autorevoli, ma la maggior parte si.

Analisi dei link: Link Popularity

Più il sito riceve link, maggiori sono le possibilità di concorrere per le prime posizioni in una SERP. La popolarità di un sito è una importante parametro a cui prestare attenzione quando si prepara un SEO audit. La link popularity può essere stimata con alcune metriche: domain authority (DA) di Moz, link popularity, net popularity, IP popularity e valutata con poche e semplici domande:

  1. Il traffico web del sito è aumentato? L’aumento o la sua diminuzione può essere considerato indirettamente un indice per valutare la popolarità, credibilità e fiducia generata negli utenti. 
  2. Com’è la popolarità del sito comparata con siti simili? Un modo semplice è quello di fare riferimento alla DA misurata tramite l’estensione chrome mozbar e raffrontare i dati con i diversi competitors. 
  3. Stai ricevendo backlink da siti popolari? Il Mozrank è una metrica che, sebbene non ufficiale, può dare un’indicazione sulla popolarità del sito web.

✅ Social Signals

I social signals fanno riferimento a tutti quei segnali (retweet, like, pin, condivisioni,…) risultanti da interazioni tra brand e utenti sui social media. Non vi è unanimità nel correlare questi segnali a miglioramenti nel ranking, ma sono indubbi gli effetti positivi derivanti dalla condivisione di contenuti rilevanti (whitepapers, ebooks, infografiche)  capaci di creare coinvolgimento all’interno delle community.

Verifica il numero di social signals ricevuti dai tuoi singoli contenuti attraverso tool quali Followerwonk e Buffer e cerca di aumentare le condivisioni delle tue pagine/articoli del sito.