SEO. Scegliere le keyword
La strategia di web marketing per posizionarsi su Google e arrivare in prima posizione deve passare da un’analisi degli esempi che ti permettono di capire quali sono le parole chiave adatte al tuo sito web.
Con il concetto di user (query) intent ci riferiamo a cosa si nasconde dietro alla ricerca fatta secondo l’utente, cioè cosa vuole ottenere e intende con le parole digitate nel motore di ricerca.
- Transazionali. Sono le parole chiave che riguardano l’aspetto delle conversioni online. L’intento di ricerca in questo caso specifico riguarda l’acquisto, le persone vogliono comprare. Fanno delle ricerche perché in mente hanno già il prodotto in tasca o a casa.
- Commerciali. Spesso le keyword commerciali vengono confuse con quelle transazionali. In effetti hanno una grande probabilità di portare sul sito clienti interessati all’acquisto perché riguardano sostanzialmente il prodotto o il servizio. d esempio chiedendo orari di apertura della sede, taglie, opinioni, review e altri dati che possono essere usati per costruirsi un’idea dell’acquisto.
- Informative o informazionali. Rappresentano la maggior parte delle ricerche sul web. Le persone non vogliono comprare ma hanno bisogno di notizie, idee, risposte, informazioni. In un primo momento è esclusa la conversione ma attraverso il concetto di inbound marketing l’idea è quella di farsi trovare con contenuti di valore per portare l’utente sulle tue pagine. Per poi conquistare e fidelizzare un futuro cliente.
- Navigazionali o branded keyword. Sono le parole chiave che riguardano le ricerche che hanno al loro interno il nome del tuo brand. Possono essere relative solo al nome azienda o a una ricerca con altri termini più la marca. Rappresentano un ottimo termometro per determinare la diffusione del tuo lavoro SEO, quanto sia noto e conosciuto il tuo marchio.
- Local keyword (ricerche locali). Queste sono le parole chiave effettuate per cercare informazioni rispetto al luogo. Quindi hai bisogno di dati geolocalizzati. Questo Google lo sa bene e restituisce risultati pensati per determinate esigenze.
❎ Keyword divise per strategia SEO
Come scegliere le keyword di un sito web? All’interno di una pagina web devi considerare dell’ottimizzazione SEO on-page e qui puoi completare un documento pensando a diverse tipologie di parole chiave.
La keyword primaria rappresenta il punto di partenza che affronti in una pagina web. Le parole chiave secondarie sono quelle composte dalla primaria più un altro termine. Mentre le correlate possono anche non avere la parola all’interno della query ma mantengono comunque una relazione forte.
Con “keyword correlate” si intendono le parole chiave semanticamente legate alla keyword principale. Se con quest’ultima si intende il topic principale, l’argomento madre di una pagina web e il tema del discorso, con le correlate si indicano gli argomenti che ruotano intorno.
❎ Long tail, fat head, vanity keyword
Altra divisione per attivare una strategia SEO efficace e capire come posizionare il sito web: quella tra long tail keyword e fat head che, in molti casi, diventa una vanity keyword.
La long tail keyword è una query che viene espressa sul motore di ricerca con tre o più parole. Di solito è una ricerca con basso volume mensile ma può avere un costo per click anche piuttosto alto in relazione alle fat head.
❎ Parametri per scegliere le keyword migliori
Trovare le parole chiave per il proprio sito vuol dire anche guardare gli strumenti e capire quale conviene. Su Semrush, Seozoom, Majestic, Ahrefs e altri strumenti SEO puoi trovare una serie di numeri.
- Volume di ricerca. Non sempre scegliere le keyword più cercate sono anche quelle che portano risultati concreti e che possono diventare un obiettivo concreto, fattibile e conveniente. Anzi, spesso il volume di ricerca è un falso mito che i meno esperti cercano di raggiungere a tutti i costi.
- Costo per click (CPC). Altro elemento da considerare con attenzione è il CPC, il costo per click, vale a dire quanto le persone sono disposte a pagare per un click sulle pubblicità AdWords. Più è alto il CPC e più vale quella parola chiave in termini di redditività, perché si presuppone che le persone siano disposte a investire su keyword che convertono.
- Concorrenza. L’idea è quella di scegliere le keyword che hanno meno concorrenza nelle SERP di Google ma che consentono di convertire. Ovviamente i contesti più gustosi sono già presidiati dai competitor, ma un’attenta analisi dei dati può riservare sorprese interessanti. Ad esempio piccole nicchie che ancora non sono state prese d’assalto. La concorrenza può essere definita attraverso due indici: la competitività nel PPC che si definisce con un numero che va da 0 a 1,00 e la keyword difficulty che mostra quanto sia difficile posizionarsi tra i primi 20 risultati. Quest’ultimo parametro è compreso tra 1% e 100% e indica la difficoltà massima.
- Trend (stagionalità). Le persone non ricercano sempre nello stesso modo. Come ogni cosa sul web, anche la ricerca cambia nel tempo. In questi casi devi prendere in considerazione l’evoluzione storica delle ricerche su Googlecon Google Trends.